Mobbing

Donne che al rientro dalla maternità trovano la loro scrivania occupata da un’altra persona e vengono relegate a piccole ed insignificanti mansioni; capiufficio che si ritrovano senza più nessuno da dirigere e senza neppure un incarico preciso da svolgere; operai emarginati e costretti a fare i turni peggiori per avere chiesto maggiori tutele; lavoratrici (ma anche lavoratori) che per aver rifiutato le avances di un superiore si ritrovano assegnate a mansioni umilianti…

Il luogo di lavoro a volte può diventare un infermo a causa dell’atteggiamento di colleghi o superiori.

Chi è costretto a subire durante l'attività lavorativa comportamenti ripetuti nel tempo riconducibili a “mobbing” deve reagire anziché attendere che tali soprusi - spesso compiuti con la certezza che il lavoratore li subirà nel timore di perdere il posto – causino danni alla propria sfera personale e familiare, come talvolta accade provocando gravi conseguenze, chiedendone l’immediata cessazione con una diffida formale indirizzata al datore di lavoro e, nei casi più estremi, rivolgendosi all’Autorità Giudiziaria.